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In cosa consiste il diritto all’oblio?

Cos’è il diritto all’oblio?

Per Diritto all’Oblio viene inteso il diritto spettante ad ogni cittadino di richiedere la cancellazione (ma anche aggiornamento e modifica) di una notizia che lo riguardi in prima persona anche ai fini reputazionali. Il diritto alla tutela della reputazione, infatti, è posto tra i diritti inviolabili dell’uomo e riconosciuto e tutelato dalla nostra costituzione (art.2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo“). E’ sancito pertanto il diritto di ogni individuo ad essere dimenticato e a non essere più ricordato per quei fatti che siano stati oggetto di cronaca in passato, destinati a riflettere nella sua sfera privata. Diritto che è necessario tutelare anche su Internet

L’indicizzazione e la deindicizzazione dei link delle notizie su Google e altri motori

Con la digitalizzazione infatti tutti i grandi quotidiani hanno messo a disposizione nel web il proprio archivio storico, prima appannaggio di pochi, rendendo disponibile al grande pubblico tutti gli articoli pubblicati negli anni passati: se le notizie fossero conservate solamente all’interno dei rispettivi siti delle testate, questi continuerebbero ad essere disponibili solamente mediante una ricerca mirata all’interno del sito stesso. La necessità di eliminare i linkdai motori di ricerca come Google deriva dall’indicizzazione automatica da loro attuata, che ha però consentito di rendere le notizie di pubblico dominio semplicemente svolgendo una ricerca con il nome del soggetto interessato. Così facendo le persone che in passato (a volte anche molto remoto) erano state oggetto di vicende giudiziarie, rischiano di vedere il proprio nome e la propria immagine fotografica associate alla vicenda (obsoleta) in maniera perpetua, sia essa risolta, scontata o anche giudicata non veritiera dagli organi competenti, compromettendo la reputazione dell’interessato. Per questo l’esigenza di rimuovere questi dati dai motori di ricerca (come anche la cancellazione delle foto dal web) è diventata importante per gli individui. 

Come nasce il diritto all’oblio

Già da alcuni anni si parla di Diritto all’oblio in internet in contesto Europeo, da quando Viviane Reding (Commissario Europeo per la Giustizia) dichiarò l’intenzione dell’Unione Europea di avviare un intervento legislativo in materia. Nel 2012 l’Europa si muove in questo senso studiando numerose norme per assicurare il diritto all’oblio sul web a tutti gli utenti di internet: l’intento era quello di limitare la raccolta delle informazioni personali, includendo solo quelle strettamente necessarie e proponendo un’informativa chiara e completa in cui vengano spiegati i fini della raccolta e consentendone una rimozione completa. La Commissione Europea pone la sua attenzione principalmente su tre punti: 

  • Diritto all’Oblio 
  • Trasparenza 
  • Irrilevanza della territorialità dei dati nella tutela 

In sostanza si vuole consentire il diritto a non essere ricordati online per tutti quei fatti che siano stati dimostrati non pertinenti, non rilevanti e non più di interesse pubblico e il diritto a essere informati sull’utilizzo che viene fatto dei propri dati con la possibilità per gli utenti di segnalarne agli organi competenti l’uso illecito e/o inappropriato e chiedere la cancellazione delle informazioni da internet in merito a queste vicende. Per garantire una tutela più ampia si richiede l’utilizzo di una legislazione comune che possa prescindere dal luogo in cui i dati vengono trattati e dall’ubicazione geografica di chi si incarica di fornire i servizi web. 
Tutto ciò presuppone una significativa riformulazione del diritto alla privacy e al controllo dei dati personali, con una particolare attenzione ai dati su internet: prima di arrivare a ciò è però necessario risolvere il più grande contrasto emerso in questi anni, ovvero la contrapposizione tra diritto all’oblio e diritto all’informazione e ad essere informato che, per il momento, rappresenta il nodo più complicato da sciogliere. 
Grazie all’avvento del nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati GDPR del 2016, si sono cristallizzati legalmente diritti e modalità di tutela (come anche la cancellazione delle notizie dal web qualora ricorrano i presupposti) degli stessi che prima erano affidati solo a pronunce di tipo giurisprudenziale sia a livello nazionale che europeo. 

Quando una persona può invocare il diritto all’oblio?

Una persona può far valere il proprio diritto all’oblio quando:

1. Le informazioni che la riguardano sono obsolete, inesatte o non più rilevanti rispetto allo scopo per cui queste sono state raccolte o trattate.

2. Il soggetto ha ritirato il consenso precedentemente dato per la pubblicazione delle informazioni in questione e non vi è alcun interesse legittimo prevalente per cui sia richiesta la loro presenza online.

3. Le informazioni sono state trattate illecitamente, ad esempio senza il consenso del soggetto o in violazione delle leggi sulla protezione dei dati.

4. La rimozione delle informazioni è obbligatoria in base alle leggi nazionali o dell’Unione europea vigenti.

Tuttavia, il diritto all’oblio non è assoluto e può essere bilanciato con altri diritti e interessi, come la libertà di espressione e il diritto del pubblico a conoscere informazioni di interesse pubblico.


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