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Notizie in pillole sul digitale

WhatsApp spinge sull’eCommerce

Pinterest, lo shopping dalle foto anche in Italia. Pinterest ha annunciato il debutto delle funzionalità per lo shopping in sette nuovi paesi inclusa l’Italia, ovvero Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Brasile e Messico. Da ieri, è possibile fare acquisti direttamente dai Pin, sulle bacheche, dalla pagina ricerca e, grazie alla tecnologia di ricerca visiva di Pinterest Lens, prendendo spunto da qualsiasi oggetto trovato nel mondo reale.

WhatsApp spinge sull’eCommerce. Facebook ha annunciato che sta lavorando ad una funzione simile alle Pagine Gialle in WhatsApp, consentendo agli utenti di cercare informazioni su attività commerciali locali. Dopo l’introduzione del pulsante Shopping e dei pagamenti in app, questa è l’ennesima mossa con cui Mark Zuckerberg intende ampliare l’utilizzo del client di messaggistica, portandolo verso i territori del vero e proprio eCommerce. Il Ceo ha annunciato la funzione in un post su Facebook: “Stiamo costruendo una versione moderna delle Pagine Gialle in WhatsApp, in cui si possono cercare e contattare le aziende locali direttamente dall’app.

Italia quarta al mondo per cyber minacce legate a pandemia. Nella classifica delle minacce a tema Covid-19 l’Italia è preceduta da Stati Uniti (1.584.337), Germania (832.750) e Colombia (462.005). Nel primo semestre 2021 l’Italia è in vetta anche nelle classifiche dei malware, i virus malevoli, e si attesta prima in Europa e quarta al mondo, con 28.208.577 attacchi. Sul podio Giappone (174.994.613) Stati Uniti (163.667.075) e India (29.008.051). In particolare le minacce arrivate via e-mail in Italia sono state 194.879.311, i siti maligni visitati sono stati 7.559.192. Il numero di app maligne scaricate nella prima metà del 2021 è di 28.215; nella prima metà del 2021 sono stati 1.712 i malware unici di online banking che hanno colpito l’Italia.

Su Facebook si reclutano narcotrafficanti, si schiavizzano donne, si organizzano gruppi armati. Ma il social non muove un dito. Cartelli della droga messicani, trafficanti di essere umani mediorientali, gruppi armati africani. C’è di tutto nei post pubblicati su Facebook ed Instagram. L’azienda lo sa ma, come al solito, fa poco o nulla per contrastare il fenomeno. È quanto emerge dalla quarta puntata della lunga inchiesta che il Wall Street Journal sta dedicando al gruppo di Mark Zuckerberg dopo aver avuto accesso a documenti interni della società. Qualche pagina è stata rimossa, molte altre restano dove sono. La società ha affermato di aver eliminato i post controversi ed offensivi. Tuttavia non ha corretto il sistema che ne consentiva la pubblicazione. Al solito la fidelizzazione degli utenti ha avuto la priorità su qualsiasi altra considerazione.