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Notizie in pillole sul digitale

YouTube blocca i no vax: sospesa anche la tv russa

“TikTok non è solo per giovanissimi”. TikTok potrà mai un giorno vincere la sua sfida contro Facebook? “Non penso che si tratti di vincere. Io ritengo che TikTok sia una proposta unica sul mercato e non penso che abbiamo concorrenti diretti”, queste le parole di Stuart Flint è Head of Global Business Solutions per l’Europa. “Uno dei grandi eventi a cui abbiamo preso parte – dice Flint al Sole 24 Ore – è stato Uefa Euro 2020. Aderire alla manifestazione ci ha permesso di aprirci ancora di più come piattaforma, arrivando a intercettare anche il grande pubblico. Penso che TikTok sia sempre percepito come la piattaforma per un pubblico molto più giovane, mentre in occasione di grandi eventi come questo abbiamo dimostrato come il nostro pubblico sia cambiato”.

Anche Netflix punta sul gaming. L’ultima mossa è l’acquisizione di Night School Studio, un produttore indipendente che è diventato famoso per il videogame Oxenfree e che secondo molti esperti è una casa di videogiochi promettente. La notizia segue di qualche giorno un altro annuncio di Netflix, passato sottotraccia in Italia, ossia il rilascio del primo videogioco realizzato dal colosso dello streaming, Eden Unearthed, titolo in realtà virtuale gratuito dedicato al visore all­in­one Oculus Quest.

YouTube blocca i no vax: sospesa anche la tv russa. YouTube dichiara guerra ai no vax in due mosse: ha cancellato il canale russo di disinformazione e sta eliminando i contenuti sui vaccini. La piattaforma video di Google ha rimosso due account in lingua tedesca di RT, rete satellitare finanziata dal Cremlino, che nel tempo è cresciuta conquistando anche il web. Più volte è stata accusata di diffondere fake news: dalle scie chimiche alle teorie del complotto sull’11 settembre passando per il riscaldamento globale. È uno dei canali d’informazione più visti sul Tubo, le sue notizie sono tra le più condivise in Rete e già nel 2017 Google aveva cercato di arginarla: l’aveva deindicizzata da News e ora la cancella. La lotta di YouTube alla disinformazione sul Covid non si è fermata qui. La piattaforma rimuoverà i video che diffondono bufale su tutti i vaccini “approvati e considerati sicuri ed efficaci dalle autorità sanitarie locali e dall’Oms”. Anche quelli per la varicella o il morbillo.

TikTok apre a Milano e punta sull’ eCommerce. In occasione del TikTok world, evento globale per i professionisti del marketing, la piattaforma ha presentato nuove soluzioni creative per il business. Le imprese potranno promuovere se stesse e vendere i propri prodotti direttamente dalla piattaforma. Tra le novità infatti c’è TikTok shopping, un pacchetto di soluzioni, funzioni e strumenti pubblicitari per convertire in modo immediato i prodotti visti in video in acquisti.

Facebook tenta di fare breccia tra i pre-adolescenti. Secondo documenti interni ottenuti dal Wall Street Journal, il social di Mark Zuckerberg ha formato un team per studiare i “pre-teenager”, fissando un obiettivo triennale per creare più prodotti per loro. Facebook non è l’unica azienda tecnologica a corteggiare la fascia di età tra i 10 e i 12 anni e ad essere finita sotto esame per questo: praticamente tutte le principali piattaforme di social media, tra cui TikTok e YouTube, hanno affrontato problemi legali o normativi relativamente al modo in cui i bambini utilizzano i loro prodotti. I documenti mostrano che il numero di adolescenti che usano Facebook ogni giorno è calato del 19% negli ultimi due anni, e gli esperti hanno scoperto che teenager e pre-teenager considerano il social un luogo per “vecchi”.

Garante, attenzione microfono sempre acceso sugli smartphone. Microfoni degli smartphone sempre accesi a carpire informazioni rivendute poi a società per fare proposte commerciali. Un fenomeno sempre più diffuso, che sembrerebbe causato anche dalle app che scarichiamo sui cellullari. Molte app, infatti, tra le autorizzazioni di accesso che richiedono al momento del download, inseriscono anche l’utilizzazione del microfono. Una volta che si accetta, senza pensarci troppo e senza informarsi sull’uso che verrà fatto dei propri dati, il gioco è fatto. Su questo illecito uso di dati che si sta facendo alle spalle di persone ignare, già all’attenzione dei suoi uffici, il Garante per la privacy ha avviato un’indagine dopo che un servizio televisivo e diversi utenti hanno segnalato come basterebbe pronunciare alcune parole sui loro gusti.