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Wiki War, il conflitto in Ucraina visto da Wikipedia

Il conflitto in Ucraina passa anche da Wikipedia. Le pagine che raccontano le tensioni con la Russia e la guerra scoppiata a febbraio sono al centro di uno scontro ideologico: fazioni contrapposte che combattono a colpi di “edit” sull’enciclopedia libera. Reputation Manager, la società di riferimento in Italia per l’analisi, la gestione e la costruzione della reputazione online di aziende, brand, istituzioni e figure di rilievo pubblico, ha analizzato le pagine legate al conflitto e gli utenti più attivi, per mettere in luce una guerra di informazione sotterranea che va avanti da anni e coinvolge più aspetti.

Tra le principali evidenze:

  • Le pagine sulle tensioni tra Russia e Ucraina nell’ultimo mese sono state visualizzate oltre 1,2 milioni di volte. A marzo, il profilo di Vladimir Putin è stata la pagina più vista in Italia davanti a Ucraina e Guerra nel Donbass
  • La pagina sull’invasione russa dell’Ucraina è al centro di una frenetica attività di moderazione: sono oltre 500 le modifiche apportate dagli utenti nel primo mese di guerra
  • Le informazioni in lingua italiana legate al conflitto, a differenza di quelle della versione inglese di Wikipedia, soffrono di “recentismo” e sono “influenzate dalla macchina della propaganda”
  • Utenti attivi sul conflitto in Ucraina svolgono una frequente attività di moderazione anche su temi legati al Covid-19 e al Green Pass

Su Wikipedia c’è in corso una lotta non vista per disegnare i fatti – spiega il CEO di Reputation Manager Andrea Barchiesi -. Da anni studiamo i meccanismi che regolano Wikipedia e le logiche della sua community. La portata di questo conflitto ideologico che scorre tra gli utenti non va sottovalutata. I contenuti che vengono pubblicati sul portale sono infatti molto meno volatili della stampa: una volta approvati, vengono rimossi con difficoltà. Ecco perché gli editor sono così agguerriti, la stessa Russia si è mossa cercando di imbavagliare l’enciclopedia: cerca di presidiare e difendere la propria posizione. Nello svolgere la nostra analisi abbiamo trovato anche il riferimento a un gruppo Telegram in cui alcuni utenti discutono, in via preventiva e lontano dagli occhi della community, su quale linea di pensiero tenere in merito al conflitto e su quali modifiche fare. C’è una tensione tra correnti di pensiero molto forte: controllare l’informazione significa governare la percezione, la posta in gioco è altissima. I rischi, per aziende, politici, personaggi pubblici, ma direi per l’opinione pubblica nel suo complesso, sono alti”.

In Italia, sono tre i punti focali nati negli anni per raccontare la crisi in corso tra i due Paesi: la prima pagina a essere stata creata, infatti, è quella relativa alla “Crisi russo-ucraina”, datata 8 agosto 2020. All’interno di essa, il 30 gennaio 2020 è stata creata la pagina che racconta la “Crisi russo-ucraina del 2021-2022”, che ha poi originato la più recente pagina “Invasione russa dell’Ucraina del 2022”, datata 25 febbraio. Nata il giorno seguente l’invasione, la pagina è stata portata online solo settimane dopo, in seguito a una lunga discussione tra gli utenti.

Nell’ultimo mese, ovvero dallo scoppio del conflitto armato in Ucraina, queste tre pagine sono state visualizzate 1,2 milioni di volte, con una media di 30 mila visitatori giornalieri e picchi in corrispondenza dei principali eventi di attualità. Un dato che spiega quanto sia importante presidiare l’enciclopedia libera, che spesso rappresenta la prima fonte di informazione per molti utenti del web. Un trend da segnalare, quando si analizzano le visualizzazioni di queste pagine, è il crescente peso della pagina specifica relativa alla guerra del febbraio-marzo 2022 (Invasione russa dell’Ucraina del 2022): creata il 25 febbraio e online solo il 15 marzo, in meno di due settimane ha superato, per visualizzazioni giornaliere, le pagine più “storiche”.

Reputation Manager ha tracciato le modifiche effettuate nell’ultimo mese alle tre pagine in esame, riscontrando volumi totalmente differenti tra loro. Dalla sua creazione (agosto 2020), la pagina “Crisi russo-ucraina (quella più generale e datata) è stata modificata 335 volte da 87 utenti: una media di 17 modifiche al mese. La pagina che racconta la “Crisi russo-ucraina del 2021-2022” invece ha raccolto 213 modifiche in circa 2 mesi da parte di 68 utenti. I numeri esplodono se si considera invece l’ultima arrivata, la sezione enciclopedica dedicata al conflitto scoppiato il 24 febbraio di quest’anno: gli utenti che hanno messo mano alla pagina “Invasione russa dell’Ucraina del 2022” sono 76 e, insieme, hanno effettuato oltre 500 modifiche solo nel primo mese di attività.

L’analisi qualitativa delle pagine che raccontano le tensioni tra Russia e Ucraina mostra alcune debolezze e sensibili differenze con le rispettive pagine in inglese. Tra i warning già evidenziati, saltano all’occhio quelli relativi al “recentismo” e alle voci “da controllare”: tra le motivazioni, il fatto che le pagine presentano “solo fonti giornalistiche, limitate dalla difficoltà di accesso alle informazioni e influenzate dalla macchina della propaganda. Un elemento che evidenzia, ancora una volta, il difficile rapporto tra l’enciclopedia libera, la velocità delle informazioni relative alla guerra e i rischi di cadere nella trappola della disinformazione.

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