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milanofinanza

Quel vaso di pandoro

23 Dicembre 2023

Pandoro e uova stanno mettendo in crisi il regno di Chiara Ferragni. Un impero da oltre 30 milioni l’anno di fatturato (dati al 2022) che nell’ultima settimana ha iniziato a scricchiolare. Prima con la multa dell’Antitrust che ha sanzionato Fenice e Tbs Crew, le società che fanno capo all’influencer, con una multa da 1,075 milioni per pratica commerciale scorretta: secondo l’authority, insieme a Balocco, ha fatto erroneamente intendere ai consumatori che, comprando il pandoro griffato “Ferragni”, questi ultimi avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino. Poi nel mirino sono finite anche le uova di Pasqua, sulle quali, ma si è saputo soltanto venerdì 22 dicembre, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta poche ore prima. Il sospetto è che come per il pandoro anche per le uova si sia trattato di una presunta operazione commerciale di Ferragni mascherata da campagna di beneficenza per raccogliere fondi da devolvere a bimbi malati. […]

“Quello che è inconsueto stavolta è la persistenza del caso”, spiega Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager, “perché questa crisi sta favorendo la nascita di una sorta di storytelling”. Secondo l’esperto è il prototipo di un caso nuovo, con dinamiche da studiare. “Si sta serializzando e ha impatti proprio sul core value, perché per un’influencer il prodotto è se stessa”, prosegue Barchiesi, “e nel momento in cui cessa la sua credibilità e la sua funzione etica, perché un brand dovrebbe associarsi? Quando un influencer da valoriale diventa disvaloriale, il problema si fa serio”.

L’intervista completa al nostro CEO, Andrea Barchiesi, su Milano Finanza.