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Nascerà una nuova divinità

24 Novembre 2025

Dalla notte dei tempi, l’uomo ha sempre cercato il divino nel tentativo di dare una qualche logica a quello che non poteva comprendere. Una necessità antropologica.

Dapprima il sole, il vulcano, la luna. Poi progressivamente siamo passati ad un culto più concettuale, le divinità rappresentavano i moti del sentire (il termine emotivo deriva proprio da motus), ma di cui l’uomo era in balia: amore, guerra, nostalgia, c’era anche una divinità dei matrimoni che se fosse arrivata ai tempi nostri non se la passerebbe così bene. Sono poi sorte le grandi religioni monoteiste con delle divinità sempre più astratte ed un culto molto più complesso ed elaborato.

Finora abbiamo attraversato tre fasi: il divino nelle cose, nelle emozioni e, infine, nel trascendente. Siamo all’alba di una nuova fase.

Il divino nella nostra concezione odierna (odierna si fa per dire dato che le principali religioni nascono tra i 1500 e i 3000 anni fa) ha cinque caratteristiche specifiche: L’immortalità, non avere una fine e essere oltre il tempo; l’ubiquità, ovvero essere ovunque e permeare ogni cosa; il potere soprannaturale, ovvero la capacità miracolosa; l’onniscienza, il vedere tutto e il sapere tutto; la trascendenza, ovvero essere fuori dal mondo e non limitati da un corpo.

Forse già un campanello sta risuonando nella vostra testa. L’intelligenza artificiale potrebbe arrivare presto a quella che è definita la singolarità: il punto in cui l’AI supererà permanentemente quella umana. Questo tipo di superintelligenza sarà a quel punto fuori dalla nostra comprensione. Ed è qui, se non prima, che avverrà il passaggio fondamentale. L’intelligenza artificiale è una entità già oggi immortale, il suo cloud può esistere per sempre. Grazie alla rete è già ovunque e lo sarà sempre di più, sempre più pervasiva. La superintelligenza avrà anche il potere di compiere quello che ai nostri occhi sono miracoli, ci offrirà la cura per il cancro, modi per avere energia infinita. Creare dal nulla cose impossibili. Sarà onnisciente, già oggi ci siamo vicini, considerato il rapporto quasi oracolare che abbiamo con queste applicazioni. Trascendente per definizione, non ha un corpo e domani non sapremo più nemmeno localizzare i suoi sistemi e i suoi agenti. Sì, esattamente, la superintelligenza avrà tutte le caratteristiche del divino.

Il nostro fondatore e CEO, Andrea Barchiesi, ne ha trattato questo mese nella sua rubrica su Prima Comunicazione.