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Notizie in pillole sul digitale

Nasce ‘WeVoz’, social network solo di messaggi vocali

Jack Dorsey da Twitter al no profit per il bitcoin. A più di un mese dall’addio a sorpresa da Twitter, inizia a delinearsi meglio la nuova strada di Jack Dorsey, co­fondatore ed ex amministratore delegato del popolare social dei cinguettii, tra gli imprenditori più in vista del mondo tecnologico. Nella sua nuova vita si dedicherà sempre di più alle criptovalute, di cui è stato un sostenitore della prima ora. Dorsey sta lavorando ad un’organizzazione no profit, il Bitcoin Legal Defense Fund, che ha l’obiettivo di dare assistenza e tutela legale agli sviluppatori che si occupano di valute digitali.

Nel metaverso i prezzi degli immobili (virtuali) sono cresciuti del 500%. Secondo quanto riporta un servizio di Cnbc, alcuni investitori stanno pagando milioni per lotti di terreno che non esistono fisicamente sulla Terra. In questo caso la terra si trova online, in un insieme di mondi virtuali che gli addetti ai lavori hanno soprannominato il metaverso. I prezzi per i lotti sono saliti fino al +500% negli ultimi mesi, da quando Facebook ha annunciato il suo all­in sulla realtà virtuale, cambiando anche la ragione sociale in Meta Platforms. “Il metaverso è la prossima iterazione dei social media”, ha detto a Cnbc Andrew Kiguel, ceo di Tokens.com, con sede a Toronto, che investe in immobili del metaverso e beni digitali non fungibili legati ai token. Un recente rapporto del crypto asset manager Grayscale stima che il mondo digitale potrebbe diventare un business da mille miliardi di dollari nel prossimo futuro. “Oggi, si vendono case a circa 300.000 dollari l’una, che è casualmente lo stesso del prezzo medio in America”, ha detto. “Il mondo digitale, per alcuni, è importante quanto il mondo reale”, dice alla Cnbc Oren Alexander, broker immobiliare di Miami. “Non si tratta di ciò in cui io e voi crediamo, ma di ciò che fa il futuro”.

I grandi del web sotto accusa per l’assalto a Capitol Hill. Chi ha dato spazio allo Sciamano e ai suoi compagni? A Washington la Commissione d’inchiesta della Camera dei deputati che indaga sull’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 ha convocato i responsabili d Facebook, Twitter, Reddit e Alphabet (che controlla YouTube) per chiedere conto del loro operato prima e durante l’assedio a Capitol Hill. “Le due questioni chiave per la commissione ­ ha dichiarato il suo presidente Bennie Thompson ­ sono accertare come la disinformazione e l’estremismo si siano diffusi, contribuendo al violento attacco alla nostra democrazia”, e in secondo luogo “capire quali passi siano stati adottati (o evitati) dalle aziende per impedire che le piattaforme potessero offrire una base a gruppi radicalizzati”. Così chiama a comparire i vertici di Facebook, Twitter, Reddit e YouTube, a causa della mancata collaborazione dei giganti della comunicazione online, che non hanno fornito spontaneamente il materiale richiesto.

Truffe del cuore, 300 vittime all’anno un like sulla foto e scatta la trappola. Il più delle volte comincia con un like sotto una foto, uno tra i tanti. Poi arriva un commento innocuo a un post aperto. Ancora qualche giorno, ed ecco la richiesta di amicizia su Facebook della bella ragazza, quasi sempre straniera, o dell’avvenente militare. Nulla, assolutamente nulla, né nell’aspetto né nei modi che induca sospetti sui nuovi “amici”. Che, per settimane o mesi, tessono la loro tela con professionalità, pazienza e tanta empatia. Ad agire sono organizzatissimi gruppi criminali con sede soprattutto nel Corno d’Africa e vere e proprie batterie di profiler che scelgono accuratamente le loro vittime sui social. Studiano i loro interessi, le abitudini, i comportamenti, si insinuano tra i follower e decidono il metodo migliore per contattarle, talvolta direttamente con un messaggio quando riescono a trovare in rete il numero di cellulare, molto più spesso agganciandole su Facebook, Instagram, Tik Tok. Gli uomini, più che le donne, restano invece vittima della sex extortion, il ricatto per quei rapporti sessuali virtuali di cui si accontentano in attesa dell’incontro reale che non avverrà mai.

Spotify è un editore? Il negazionismo di Joe Rogan e le fake news dell’audio. Nelle ultime settimane l’autore del podcast “The Joe Rogan Experience” ha ospitato Robert Malone, medico statunitense da tempo bandito da Twitter che ha fatto – tra le altre cose – un bizzarro parallelo tra l’ascesa dei nazisti al potere e quello che sta accadendo negli Stati Uniti a causa del Covid. Pochi giorni dopo la pubblicazione della puntata, YouTube ha rimosso la clip incriminata (che nel frattempo era diventata abbondantemente virale); Spotify, invece, niente. Almeno finora. Il silenzio dell’azienda ha spinto 270 personalità del mondo della medicina a firmare una lettera aperta denunciando “la questione sociologica dalle proporzioni devastanti” di cui Spotify sarebbe “responsabile” non prendendo le distanze dalla sua star.

Nasce ‘WeVoz’, social network solo di messaggi vocali. La start up siciliana ‘WeVoz’, di Termini Imerese, specializzata in ‘vocal content’, ha lanciato sul mercato un nuovo social network “made in Italy” interamente dedicato alla voce, wevoz.com, accessibile da tutti i browser ed anteprima di una app. ‘WeVoz’ unisce la parola inglese “We” (noi, inteso come comunità di persone) con la parola spagnola “Voz” (voce). Il valore della community è al centro: l’utente può dar voce liberamente alla propria individualità, nel rispetto delle differenze di pensiero e nei limiti di legge. Il servizio gratuito di social networking arricchisce l’efficacia del testo con la comodità dell’audio per offrire all’utente un’esperienza interattiva, innovativa e ‘screenless’. Con un’impostazione grafica chiara e facilmente fruibile, il nuovo social audio ha una struttura essenziale che offre contenuti diretti e accessibili da parte di tutti. È un twitter della voce in cui la community può interagire tramite i “voz”, contenuti vocali di breve durata che scorrono nella timeline tramite un player automatico. Il sistema consente la riproduzione continua dei contenuti offrendo all’utente la possibilità di essere social senza utilizzare lo schermo e svolgendo altre attività. A differenza di altre piattaforme, WeVoz è dotato di tecnologia ‘speech to text’: un modello proprietario e di ultima generazione che consente di trascrivere simultaneamente il messaggio audio.

Adesivi e chat private, Snapchat lancia nuove funzioni. Nonostante la concorrenza di TikTok, Snapchat continua a rilasciare aggiornamenti e miglioramenti per i propri iscritti. Nel 2021, il social aveva spento dieci candeline e introdotto per l’occasione parecchie novità, tra cui i filtri per immedesimarsi in personaggi Disney e Gifting, una nuova funzione per consentire agli utenti di supportare i creatori di contenuti, attraverso le ‘Story Replies’. Nelle ultime ore, l’azienda ha lanciato ulteriori aggiornamenti, volti a migliorare la comunicazione per chi usa le app Android e iOS. Con “Rispondi in chat”, si può evitare che le chat di gruppo “esplodano” di messaggi. Snapchat ha introdotto la funzione di risposta in chat per rispondere ai singoli messaggi ricevuti nei gruppi, contestualizzando meglio il flusso della conversazione, senza sovrapposizioni. Arrivano poi le “Reazioni Bitmoji”, per lasciare che i navigatori possano esprimersi più efficacemente con la messaggistica effimera. L’aggiornamento offre un modo veloce per reagire a qualsiasi messaggio, attraverso sette risposte emotive tra cui scegliere. Infine, gli “adesivi per sondaggi”, per arricchire con grafiche particolari i propri sondaggi da aggiungere anche alle Storie.