Un soldato russo vivo vale più di uno morto. È una delle regole del “sistema a punti” inventato dall’esercito ucraino nella guerra con i droni.

Alcuni film degli anni ’80 trasformavano dei giochi in sfide mortali. Uno scenario distopico da cui oggi l’esercito ucraino sembra aver attinto a piene mani per mettere in piedi una vera e propria gamification della guerra. I conflitti sono cambiati, oggi vi sono delle divisioni specializzate nei droni. Queste non richiedono le caratteristiche tipiche del soldato, forza, resistenza, tenacia ma piuttosto quelle di chi gioca ai videogames: velocità operativa con un gamepad, occhio, strategia, velocità. La rubrica di Andrea Barchiesi per il nuovo numero di Prima Comunicazione.

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