Tradizionalmente la cybersecurity è stata associata alla protezione di sistemi informatici, dati e infrastrutture digitali. Il pensiero corre immediatamente a server, reti, firewall, attacchi hacker, una dimensione puramente tecnica, quasi invisibile, affidata agli specialisti dell’IT.
Tuttavia, l’evoluzione del contesto digitale ha spostato il campo di battaglia: oggi non vengono più attaccati solo i sistemi tecnologici, ma anche la percezione delle persone. E questo cambia tutto.
Le organizzazioni operano infatti in ambienti informativi dove narrazioni, contenuti e interpretazioni possono influenzare comportamenti economici e sociali tanto quanto un attacco tecnico. La disinformazione diventa quindi uno strumento strategico capace di destabilizzare reputazione, fiducia e decisioni collettive.
Ne tratta il nostro fondatore e CEO, Andrea Barchiesi, nella sua rubrica su Prima Comunicazione.
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