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Rassegna Stampa

PRIMA COMUNICAZIONE

Una mappa per capire la disinformazione

Dalla salute all’energia: le fake news avanzano. È necessaria una tecnologia di analisi che sappia identificarle e tracciarle. Imparando a riconoscere quelle spontanee e quelle pilotate

L’abbiamo vista avanzare negli anni, silenziosa, inizialmente di nicchia, fuori dai radar delle istituzioni. Largamente sottovalutata. La disinformazione, le fake news se vogliamo dirlo in modo popolare, non sono più oggi un fenomeno confinato ad un solo campo. Sono pervasive. E sono una delle sfide più grandi che i sistemi democratici devono affrontare.

Sullo speciale di Prima Comunicazione, il CEO di Reputation Manager Andrea Barchiesi fa il punto dei fronti aperti. Il primo è proprio quello della salute: negli ultimi due anni abbiamo inoltre rilevato oltre 1,2 milioni di utenti con posizioni contrarie al vaccino che spesso agiscono da agenti diffusori di fake. Secondo tema: la geopolitica e la guerra in Ucraina. Qui sono scese in campo anche la ambasciate russe, con false informazioni create ad hoc. E poi l’ambiente, l’economia, l’energia soprattutto nucleare.

Quanso si parla di fake news abbiamo a che fare con una modulazione della verità, passando per diversi gradi. Dalla disinformazione che fa leva sull’emotività e l’ignoranza, alla falsificazione attraverso sofisticate tecniche di intelligenza artificiale per manipolare i contenuti e farli apparire come veri. I fronti citati poco sopra non sono contenitori stagni a sé stanti. Si permeano tra di loro, sono composti da varie stratificazioni, si fanno forza l’un l’altro. Nella società di oggi le fake news rappresentano quindi un sofisticato hacking della democrazia. È necessaria una tecnologia di analisi che sappia identificare tracciare e mappare la disinformazione. È arrivato il momento di affrontare con serietà e rigore il problema, la disinformazione avanza e ci sta circondando.

L’articolo completo su Prima Comunicazione: