I contenuti relativi alla partecipazione a Pulp Podcast della premier, a pochi giorni dal referendum sulla giustizia, rappresentano il 12% del totale delle menzioni a lei dedicate nello stesso periodo. La puntata ha generato in poche ore più di 1 milione di visualizzazioni, 63 mila reazioni e oltre 13mila commenti
Il video della puntata di Pulp Podcast che ha ospitato Giorgia Meloni ha totalizzato in sole 20 ore più di un milione di visualizzazioni, 63 mila reazioni e oltre 13mila commenti.
Da quando è stata data diffusa la notizia dell’intervista, il 17 marzo, sul web si sono registrati 19mila contenuti a riguardo, che complessivamente hanno generato un engagement di circa 100mila tra commenti e reazioni. I contenuti relativi alla partecipazione al podcast rappresentano il 12% del totale dei contenuti su Meloni negli stessi giorni.
È quanto emerge dall’analisi condotta in queste ore da Reputation Manager®, dal 2004 l’istituto di riferimento in Italia per l’analisi e la gestione della reputazione di aziende, istituzioni e figure di rilievo pubblico.
Entrando nel merito dei commenti, è interessante notare la diversa articolazione del sentiment prima e dopo la messa in onda della puntata.
Tra il 17 e il 18 marzo il sentiment è positivo per il 6,3% e negativo per il 28,9%, mentre dopo la messa in onda tra il 19 e il 20, la percentuale di commenti positivi diminuisce al 5,1% e i commenti negativi salgono al 29,3%.
Chi sostiene la Premier lo fa per aver accettato, a differenza di Schlein e Conte, di partecipare a un format nuovo che parla ai giovani. Dall’altro c’è chi muoveva, ancor prima di vedere l’intervista, le critiche che usualmente vengono rivolte alla comunicazione di Meloni e che tornano anche in questo caso: si contesta la mancanza di un autentico coinvolgimento da parte dei conduttori, il predominio del monologo della premier e l’assenza di domande scomode.
In termini numerici non c’è confronto con la partecipazione di altri leader prima di lei al podcast: Antonio Tajani, intervistato tre mesi fa, registra 388mila visualizzazioni, il confronto tra Fratojanni e Calenda andato, online da un mese, 440mila visualizzazioni e l’intervista ad Antonio Di Pietro è stata vista 367.000 volte. Il video dell’intervista a Vannacci, intervistato un anno fa, è arrivato oggi a 1,9 milioni di visualizzazioni.
Negli ultimi 30 giorni Giorgia Meloni registra un totale di 1,7 milioni di contenuti online che la riguardano, con un engagement complessivo di 35,2 milioni. I picchi sono stati raggiunti: il 5 marzo (104,9 mila contenuti) in merito alle dichiarazioni di Meloni ruolo dell’Italia nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, l’11 marzo (97,1 mila contenuti)giorno delle comunicazioni della premier alla Camera dei Deputati su consiglio europeo e crisi in Medio-Oriente, con molti contenuti che contestano le presunte incoerenze nella posizione di Meloni, le accuse di aver anteposto la convenienza politica al diritto internazionale e l’acceso dibattito sulla riforma giudiziaria. Tra il 17 e il 20 marzo i volumi si attestano su 157mila contenuti, di cui 19mila relativi al podcast.
Dopo la puntata il profilo social di Giorgia Meloni che ha registrato un incremento maggiore è Instagram, dove la premier in una notte ha guadagnato 7,4mila nuovi follower.
“I dati ci raccontano che l’operazione di comunicazione è pienamente riuscita in termini di hype generato, raggiunto già due giorni prima della messa in onda– commenta Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager® – Il tutto denota la ricerca di territori nuovi per intercettare interlocutori che non appartengono allo spazio tradizionale. Il tempo è scelto con accuratezza, a ridosso del voto, cercando di lasciare una impronta emotiva per il momento chiave. L’operazione non era esente da rischi.”
