Notizie in pillole sul digitale

Fake news sulla reazione infiammatoria Ade dopo il vaccino AstraZeneca

Attacchi hacker ad aziende impegnate nello sviluppo dei vaccini contro il Covid-19. A dominare la scena dei cyberattacchi è il ransomware: in particolare, Ryuk. L’indagine svolta da Sophos ha rilevato un’evoluzione degli strumenti utilizzati per compromettere le reti e l’aspetto più preoccupante riguarda la rapidità con cui gli attacchi possono passare dalla compromissione iniziale alla distribuzione del ransomware: dopo un giorno è già possibile infettare un device.

Pubblicità, crescono i colossi online. Secondo Nielsen, la raccolta complessiva è scesa a 590,5 milioni: ­4,3% rispetto al gennaio 2020, mentre i big del search e social raggiungono i 221,5 milioni di raccolta: +6,9%. Mediaset con i suoi 160 milioni di raccolta (59% del totale Tv) ha perso a gennaio il 3,2%. In calo anche la Rai (­3,8% a 53 milioni) e La7 (­15,7% a 10,6 milioni). In crescita invece Sky (+4,7% a 28,9 milioni) e Discovery (+1,9% a 17 milioni).

Il Governo cinese vuole che Alibaba venda i propri media. Il timore dell’esecutivo nasce per via della grande influenza che il gruppo dell’eCommerce ha sui social nel Paese. Il Governo – riporta Bloomberg – ha chiesto che il colosso fondato da Jack Ma venda alcuni dei suoi media, a partire dal South China Morning.

Fake news sulla reazione infiammatoria Ade. Una nuova bufala ha iniziato a circolare nel fine settimana sui social media. Alcune dichiarazioni di Fabrizio Salvucci, cardiologo e Direttore Sanitario del centro medico Ticinello di Pavia, sarebbero state travisate, fino a far credere che avesse indicato la reazione Ade scatenata dai vaccini come causa della morte di coloro che sono stati vaccinati. Lo stesso avrebbe chiarito la sua posizione e anche il virologo Massimo Galli avrebbe spiegato come il vaccino AstraZeneca, per le sue caratteristiche, non sia in grado di scatenare la reazione infiammatoria.

TikTok, under 13 ancora in rete: è scaduto il 15 marzo il blocco imposto dalle Authority alla piattaforma. Il protocollo adottato dal social amato dai giovanissimi è risultato, nei fatti, inefficace. La piattaforma avrebbe infatti dovuto cancellare tutti gli utenti italiani under 13, dopo avere chiesto loro la data di nascita: un controllo facilmente eludibile. L’unica modifica concreta è il cambiamento della visibilità degli utenti minorenni, che possono condividere video e foto solo con gli amici stretti e non più con sconosciuti.

Clubhouse lavora alla versione Android: per questo ha assunto due ingegneri. Queste le dichiarazioni dei due co-fondatori di Clubhouse, Paul Davison e Rohan Seth, che nel pomeriggio hanno tenuto un appuntamento esclusivo con gli utenti italiani che meglio hanno risposto al lancio della piattaforma, dopo gli americani.

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