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Notizie in pillole sul digitale

Spotify lancia in Italia i podcast a pagamento

Spotify lancia in Italia i podcast a pagamento. Dopo il debutto negli Stati Uniti, lo scorso aprile, le Spotify Paid Subscriptions arrivano oggi in Italia e in 32 nuovi mercati. Il tutto, spiega un comunicato di quella che è la principale piattaforma di streaming del mercato globale, “attraverso la piattaforma all-in­one di Spotify Anchor, dando l’opportunità ai podcaster di avere un’ampia visibilità, facilità di scoperta e il 100% delle entrate ottenute dagli abbonati”. “Questo strumento di monetizzazione – prosegue la nota di Spotify – permette ai creator di generare un reddito con i loro contenuti, avere il pieno controllo su di essi e sul proprio business”. Al momento non sono previste commissioni, almeno fino al 2023, quando è prevista l’introduzione di una commissione del 5%.

Musei, l’interazione evolve con touchless e metaverso. Via i totem multimediali. E con loro tutti i dispositivi che richiedono un contatto fisico e sanificazione. Eppure i musei non rinunciano all’interazione con il visitatore che ha ripreso a frequentare le sale dopo mesi e mesi di tour virtuali. “Con la pandemia mi sono chiesto: come potranno i musei riaccendere le macchine, dopo aver fatto sforzi e investimenti su tecnologie interattive e tavoli multitouch?” racconta Davide Borra, ceo di No Real Interactive, società torinese specializzata nel 3D che collabora da vent’anni con sovrintendenze e Cnr. Così è nata la soluzione Don’t touch me! che si aggiunge e non sostituisce gli usuali metodi di interazione, non cambia modalità di fruizione, si simula il tocco, ma non si tocca. Si tratta infatti di una cornice a infrarossi, sovrapposta a un monitor touch e a un computer.

Amazon: stop alle carte di credito Visa uk. Amazon ha deciso di smettere di accettare i pagamenti con le carte di credito Visa emesse nel Regno Unito, perché le commissioni costano troppo. La svolta, ha fatto sapere la società di commercio elettronico, avrà effetto a partire dal 19 gennaio 2022.

YouTube e TikTok si copiano e si rincorrono. Il sorpasso è avvenuto ai primi di settembre, quando TikTok ha superato YouTube per quanto riguarda il tempo passato sull’app. Un sorpasso che riguarda solo gli Stati Uniti (e gli utenti Android, a dire il vero), ma nonostante gli asterischi necessari rimane un momento importante nella ridefinizione dello scenario digitale post pandemico. Nato nel 2005 e acquisito da Google l’anno successivo, YouTube è da sempre il sovrano incontrastato dei video online (in occidente). Il recente successo di TikTok, app di proprietà della cinese ByteDance, ha sconvolto le cose. Il sorpasso non ha fatto che velocizzare un processo che era in corso da tempo, in cui YouTube è costretta a copiare TikTok, adeguandosi al nuovo corso, mentre TikTok sembra fare lo stesso, nonostante il vantaggio competitivo ottenuto. Così, ora YouTube ora punta sugli shorts, un formato di video breve e verticale che ricorda TikTok (e, per la proprietà commutativa, i reel di Instagram), e che YouTube sta spingendo in modo aggressivo. Quanto a TikTok, ByteDance continua ad allungare il limite di lunghezza dei video nella piattaforma. Fino allo scorso luglio un TikTok poteva durare 60 secondi al massimo. A luglio il limite è salito a tre minuti.

Il vino arriva a domicilio in 75 città italiane. “All’inizio non è stato facile: il mercato forse non era ancora pronto” spiega Francesco Magro, co­fondatore assieme ad Andrea Antinori e Giovanni Roberto di Winelivery, la App di consegna a domicilio, in 30 minuti, di bevande a temperatura di consumo, con una forte verticalizzazione sul vino, nato nel 2016 a Milano. “Siamo stati i primi in Italia e in Europa a proporre un’offerta di questo genere, ispirandoci all’esperienza di un’azienda statunitense che era già un caso di successo – aggiunge Magro –. Con una crescita del 303,7% in tre anni, Winelivery ha raggiunto i 7,3 milioni di euro di fatturato nel 2020, guadagnandosi il primo posto nella classifica annuale Leader della crescita Il Sole 24 Ore­Statista, con l’obiettivo di arrivare a 11 milioni entro la fine di quest’anno.

Un’organizzatrice di #AppleToo lascia l’azienda e ritira la denuncia. Cher Scarlett, una delle organizzatrici del movimento #AppleToo, sta per lasciare Apple e ritirare un reclamo al National Labor Relations Board degli Stati Uniti dopo aver raggiunto un accordo con l’azienda. Cher Scarlett ha rifiutato di offrire dettagli sull’accordo concluso con Apple, ma il suo avvocato ha detto a Bloomberg di aver chiesto di ritirare un reclamo presentato a settembre presto il National Labor Relations Board degli Stati Uniti. “La questione è stata risolta in privato e la richiesta di ritiro è pendente davanti al consiglio”, ha detto l’avvocato Alek Felstiner. “Speriamo che il cruciale lavoro organizzativo in Apple continui su questa strada”. Nella sua denuncia, Scarlett aveva affermato che il dipartimento delle risorse umane di Apple aveva impedito di raccogliere in modo volontario i dati sanitari tra i dipendenti. Inoltre, affermava che la leadership dell’azienda “era impegnata in attività coercitive e soppressive che consentivano abusi e molestie nei confronti dei dipendenti”.

VioliNation e Twitter va in tilt. Il fenomeno social – spiega AdnKronos – è legato ad uno Space creato da un utente che raduna per ore migliaia di persone proponendo senza soluzione di continuità gli interventi audio e le ‘cover’ musicali reinterpretate in chiave calcistica e ‘colorita’ da uno speaker e comunicatore che si occupa della Roma.