Nel mondo dei professionisti la conoscenza reale delle dinamiche della comunicazione digitale è ancora una chimera. Spesso si crede che sia sufficiente qualche post su Linkedin per avere un’identità digitale e raggiungere i propri stakeholder. Spesso ci sentiamo dire dai nostri clienti, stupiti di avere un valore reputazionale basso: “Ma come? Io ho fatto queste iniziative, queste operazioni, nel mio ambiente lo sanno tutti”.
Ci sono due grandi equivoci di fondo: il primo è pensare che quello che si trova online sul nostro conto non sia importante per la nostra immagine professionale, perché in fondo “i social network non sono affidabili” (recitava così una molto discussa sentenza di un giudice su un caso di diffamazione online a danno dei Ferragnez); un altro è pensare che il web riporti in automatico ciò che siamo, la nostra personale percezione di noi stessi, senza che noi muoviamo un dito.
Abbiamo raccolto questi errori comuni in cinque punti, seguiti dai nostri 5 consigli per una buona web reputation, per MAG, il magazine di Legalcommunity.
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