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LinkedIn testa le sue “Storie”: presto anche in Italia?

Approfondimento a cura di Reputation Manager, partner di Intesa Sanpaolo Forvalue

Il social network dei professionisti ha avviato una sperimentazione per provare le sue “Storie”. Al momento, lo strumento è messo a disposizione degli utenti di Australia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Paesi Bassi e Francia, ma hanno potuto sperimentarlo anche alcuni utenti italiani.

Dopo Snapchat, Facebook e Instagram, anche Linkedin si accoda al gruppo di social che lanciano le proprie “Storie”, brevissimi video che rimangono disponibili solo per 24 ore.

Il formato, reso celebre prima da Snapchat e poi da Instagram, è diventato uno dei più apprezzati sul web: basti pensare che ogni giorno sono circa 500 milioni le persone che visualizzano almeno una Storia. E LinkedIn non vuole perdere questo treno.

Da più di un anno stiamo testando le storie in un contesto professionale, come quello della nostra piattaforma – ha detto Pete Davies, direttore senior della gestione prodotti di LinkedIn -. Riteniamo che possa essere uno strumento per condividere in modo più leggero i contenuti degli utentiLe Stories incoraggiano le conversazioni e stimolano l’ingaggio, tanto che un recente studio ha evidenziato che i maggiori influencers dal 2016 stanno postando un terzo in meno sui loro feed”.

Al momento la nuova funzione non è ancora attiva nel nostro Paese, ma è già possibile modificare le impostazioni e le modalità di visualizzazione ad essa riferite. Gli utenti, ad esempio, possono scegliere quali informazioni mostrare al creatore di una Storia che abbiamo visualizzato. Sviluppi futuri potranno interessare anche la possibilità di creare Ads sulla piattaforma anche in questo formato.

Aziende, brand, professionisti e personaggi pubblici avranno così a disposizione un altro strumento per comunicare: la sfida sarà adattare i contenuti “professionali” di questo social anche a un formato più breve, veloce e spesso leggero come le Storie.

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