Notizie in pillole sul digitale

Facebook, il nuovo algoritmo potrebbe penalizzare le testate progressiste

Più reati sul web con il virus. Il database interforze sull’attività criminale, gestito dal dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, registra un calo in media del 25,9% dei delitti commessi e denunciati durante i primi sei mesi del 2020. Salgono tuttavia i crimini sul web. Furti di identità digitale, frodi informatiche, clonazioni di carte di credito e altre forme di reato online si sono tradotte nei primi sei mesi di quest’anno in una media di 52 denunce al giorno per crimini informatici. A cui si aggiungono 589 truffe e frodi informatiche denunciate in media ogni giorno.

L’asta tra Apple e Netflix per portare il nuovo Bond in streaming. La casa di produzione Mgm avrebbe offerto a Apple Tv la possibilità di fare un’offerta per trasmettere in streaming la nuova avventura di James Bond. All’asta si sarebbe aggiunta Netflix. Lo riporta il sito specializzato americano iMore.com, che cita fonti interne alla casa di produzione.

Ue, twitto dunque sono. Politico ha analizzato l’attività Twitter dei 25 commissari Ue. Tutti i 25 commissari sono presenti e attivi sulla piattaforma social, ma non tutti seguono i loro stessi colleghi. Dopo von der Leyen, il commissario che suscita maggiori interazioni è Paolo Gentiloni: circa settecento per ogni tweet. La parola più utilizzata nel complesso dei tweet di tutti i membri del collegio è “support“.

La seconda rivoluzione delle Big Tech si chiama smart working. Amazon ha detto ai dipendenti, in tutto un milione, che chi è in grado di lavorare da casa in modo produttivo può continuare a farlo fino al giugno 2021. Anche Apple e Facebook hanno rinviato la fine dello smart­working all’anno prossimo. Twitter permetterà a un certo numero di impiegati di continuare “per sempre”. E Dropbox ha effettuato la scelta del “virtual first”.

Smartphone addio, ci basterà il pensiero. Il futuro della tecnologia sta nella dematerializzazione dei servizi: Amazon ha lanciato One per fare acquisti senza supporti, Facebook lavora con Luxottica agli occhiali smart ed Elon Musk vuole connettere il cervello al computer.

Copyright, tutela preventiva per Tolo Tolo. Per la prima volta, per il film di Checco Zalone, è stata messa in atto una tutela preventiva. A spiegare come funziona, in un’intervista a Italia Oggi, è Stefano Longhini, Direttore gestione enti collettivi, protezione diritto d’autore, contenzioso direzione affari legali di Rti. «Su richiesta di Taodue e Medusa abbiamo attivato l’attività di protezione prima che il film uscisse in sala: siamo partiti con un monitoraggio online a più di un mese dall’uscita del film e abbiamo individuato una molteplicità di siti che promuovevano la visione pirata di Tolo Tolo. Abbiamo quindi azionato dei procedimenti d’urgenza ottenendo un ordine agli Isp per inibirne la connessione. Da lì abbiamo continuato a monitorare e diffidato gli Isp quando trovavamo accessi in violazione del provvedimento del giudice. Abbiamo poi ottenuto un ulteriore provvedimento cautelare per alcuni siti pirata che erano emersi dai monitoraggi e sporto querela per alcuni casi di peer to peer e per Telegram».

Facebook ha cambiato il suo algoritmo colpendo i siti di informazione di sinistra. Secondo il Wall Street Journal – che in un recente articolo dal titolo “Come Mark Zuckerberg ha imparato la politica” delinea i tratti di quella che appare come un’azienda fortemente influenzata dalle decisioni prese a Washington – Facebook sarebbe diventato un vero e proprio attore politico, in grado di condizionare attivamente il processo democratico negli Stati Uniti. «Le persone deputate a occuparsi delle policy erano preoccupate dal fatto che la scelta di ricalibrare l’algoritmo per dare meno peso alle notizie politiche potesse avere un impatto maggiore sulla destra» scrive il Wall Street Journal, e per questo «gli ingegneri ripensarono i cambiamenti in modo tale che i siti di sinistra fossero penalizzati più di quanto originariamente previsto».

Ora è possibile canticchiare su Google. Il motore di ricerca ha rilasciato una funzione che permette di cercare informazioni su una canzone cantando o fischiettando.

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