Antitrust, faro sugli archivi online. L’antitrust italiano vuole vederci chiaro sui servizi di archiviazione online delle grandi piattaforme. L’autorità presieduta da Roberto Rustichelli ha infatti aperto sei istruttorie per pratiche commerciali scorrette da una parte e clausole vessatorie nelle condizioni contrattuali dall’altra, relative principalmente al trattamento dei dati dei consumatori che ne fanno uso e alle responsabilità di questi fornitori sui documenti, le foto e gli altri tipi di file salvati dagli utenti.

La vendetta di Bumble, l’anti Tinder femminista contro il maschio risentito. Bumble, che conta oltre 100 milioni di utenti nel mondo, è la grande rivale di Tinder e la sua alternativa femminista. La sua principale caratteristica è che solo le signore possono messaggiare per prime; e i signori devono attenderne la prima mossa. Il rivoluzionario marchingegno – scrive Il Foglio – è nato nel 2014 da una ex dipendente e forse anche co­fondatrice dello stesso Tinder, Whitney Wolfe. E ora la società studia il collocamento in Borsa, per un valore che secondo la stampa americana si aggira tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari.

Del Fante lancia il tg delle Poste: «Così staremo più vicini ai clienti». È in arrivo il Tg delle Poste, il telegiornale che andrà in onda «per raccontare l’Italia che cambia». Lo rende noto il gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante. Tg Poste, diretto da Federica De Sanctis, andrà in onda dal lunedì al venerdì alle 12 dagli studi di viale Europa. Sarà visibile per i dipendenti on demand dalla Intranet aziendale o dalla app Noi di Poste e in seguito potrà essere seguito dal pubblico in diretta streaming sulla sezione Postenews.it del sito Poste.it. Oltre che, naturalmente, sugli schermi degli uffici postali.

Caliphate Cache, l’archivio segreto digitale dell’Isis. Un’enorme raccolta di materiali di ogni tipo, per un totale di circa 90mila elementi e 10mila visitatori unici al mese. È il backup dei materiali dell’Isis. A scoprirlo è stato l’Institut of Strategic Dialogue, un think tank londinese.

La protesta del web per boicottare Mulan. Una nuova ondata di proteste (dopo quelle dell’estate 2019) ha colpito l’adattamento cinematografico della storia Disney: in seguito all’uscita del film, hashtag come #BoycottMulan hanno popolato i social per ore. Il tutto nasce da alcune dichiarazioni in cui l’attrice protagonista ha mostrato sostegno per le forze di polizia che hanno tentato di arginare le proteste di Hong Kong.

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