Le città di tutto il mondo sono sempre più controllate da videocamere e altri dispositivi. Questo avviene per una maggiore tutela della nostra sicurezza, ma a ciò corrisponde una lesione del nostro diritto alla privacy, un allarme lanciato anche dal Garante, soprattutto nel periodo della pandemia. Un esempio estremo è rappresentato dalla Cina, dove risultano installate oltre 200 milioni di telecamere e dove si trovano 18 delle 20 città più sorvegliate al mondo.
Meta, Google, Microsoft e Twitter hanno concordato ieri con la Commissione europea di adottare una linea più dura contro la disinformazione. 34 società tech e pubblicitarie si sono infatti impegnate a rispettare il nuovo Codice di condotta europeo contro la disinformazione. “Il nuovo codice è la prova che l’Europa ha imparato la lezione e che non siamo più ingenui”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione, Vera Jourova, la quale ha aggiunto: “Le vicende legate all’invasione russa dell’Ucraina, alla pandemia di Covid, alla Brexit, ci hanno obbligato a fare di più contro la diffusione di notizie false”.
Nel corso del primo incontro, in video-call, con i dipendenti della società che intende acquistare, l’imprenditore non ha nascosto una possibile “razionalizzazione dell’organico”, ‘rassicurando’ poi però i dipendenti dichiarando che “chiunque contribuisca significativamente non ha nulla da temere”.
La profilazione online avviene attraverso l’analisi dei dati che lasciamo sulle diverse piattaforme che utilizziamo nel corso della giornata. Perché una profilazione a 360 gradi possa avvenire, è però necessario che i diversi profili social utilizzati siano in qualche modo associati a un unico soggetto. Nasce così l’idea di scambiarsi gli account, per navigare in rete usando il profilo di un’altra persona, un modo per aggirare l’algoritmo ed evitare che i dati raccolti siano univocamente leggibili e che prendano forma in pubblicità eccessivamente mirate. La comunità è nata sui social e si scambia password su Instagram con l’obiettivo comune di ostacolare la pratica di raccolta dei dati.
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