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Notizie in pillole sul digitale

Un visto per i nomadi digitali

Intesa Sanpaolo investe nella cybersecurity israeliana

La controllata di Intesa Neva Sgr ha deciso di investire – tramite il proprio Fondo Neva First – in Cyberint e Coro, aziende israeliane del settore della sicurezza informatica. Solo quest’anno, Neva ha investito in Israele più di 20 milioni di euro in cinque start-up operative nei settori dell’It, del quantum computing e dell’agri-foodtech.

Maggiorazione del 20% sul bonus formazione 4.0 per le piccole imprese

Il credito d’imposta arriva così al 70% per le piccole imprese (e fino al 50% per le medie imprese). La maggiorazione è subordinata al superamento di un test finale da parte dei partecipanti al corso di formazione e al rilascio da parte del formatore di un attestato che certifichi l’acquisizione delle competenze tecnologiche oggetto del corso. A definirlo è il decreto del primo luglio 2022 del ministero dello Sviluppo economico, attuativo del decreto legge n. 50 del 2022.

Twitter-Musk: la battaglia approda oggi in tribunale

È in programma proprio per oggi la prima udienza del processo che vedrà contrapporsi Elon Musk e il social. Nel corso dell’udienza – che si terrà presso la Court of Chancery del Delaware – Twitter potrebbe vedere subito riconosciuta la richiesta di un processo lampo per metà settembre, al fine di chiudere al più presto la controversia, che la società spera porterà Musk a concludere l’accordo di acquisizione. I legali dell’imprenditore, invece, punteranno sulla “non chiarezza” della piattaforma in merito agli account spam e hanno come obiettivo l’allungamento dei tempi processuali. Ciò al fine di superare la data del 13 febbraio 2023, entro cui l’accordo andrebbe ratificato.

Tim, Dazn e Sky ci riprovano

Le società starebbero lavorando a un accordo che porterebbe Tim a rinunciare all’esclusiva sulla Serie A di calcio. Le notizie su possibili accordi sono circolate già nelle ultime settimane, ma, secondo alcune fonti, questa volta un’intesa di massima sarebbe stata trovata. Restano da risolvere diverse complicazioni tecniche che potrebbero ancora far naufragare le trattative.

Un visto per i nomadi digitali

Secondo quanto emerge dalle analisi di Mbo Partners, nel 2019, 7.3 milioni di americani si sono identificati come nomadi digitali, ovvero lavoratori online che non sono vincolati a uno specifico luogo. Tra il 2019 e il 2020, la cifra è aumentata del 49% e ha quasi raggiunto gli 11 milioni. Nel 2021, poi, il numero è salito fino a 15.5 milioni. Per questo motivo, circa 25 Paesi hanno introdotto (o stanno pensando di introdurre) visti per i nomadi digitali e, tra i Paesi che ci stanno lavorando, c’è anche l’Italia. Il motivo di questa apertura è l’attrattività nei confronti di profili di lavoratori spesso altamente qualificati. Gli svantaggi potrebbero però riguardare l’aumento del costo della vita e una maggiore concorrenza.

Via libera per le regole sui colossi della rete

Il Consiglio Ue ha approvato ieri il Digital Markets Act (Dma), regolamento che garantisce condizioni di parità nel settore digitale. L’obiettivo è raggiunto con la previsione di diritti e regole chiare per le grandi piattaforme online e dovrebbe assicurare che nessuna di queste abusi della propria posizione.

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