“Quella che sta coinvolgendo la Rai è una crisi atipica e le ragioni fondamentali per cui è scoppiata sono due. La prima è che l’azienda è al centro dell’attenzione ormai da settimane; con il caso Amadeus e, prima ancora, con il caso Fazio, si è creato un substrato di grande attenzione, anche pop, e questo ha creato il terreno per l’esplosione della crisi. La seconda è che questa è una crisi puramente politica, caratterizzata dalla tipica polarizzazione e dalle tifoserie aperte che tendono a rilanciare accuse una nel campo dell’altra, il che è un amplificatore molto potente.
Sta già iniziando la serializzazione della crisi. Altre persone, come accaduto nel movimento Me Too, denunciano a posteriori delle presunte censure. Questo è un segno importante che non va trascurato e da questo momento la Rai deve fare attenzione a questo tipo di fattori; la prima cosa che deve fare è non ricadere in questo errore. Sembra una non soluzione, ma in realtà la crisi è l’inizio di un percorso. Dipende poi da come si evolve”.
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