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Facebook vieterà i post contro i vaccini: l’impegno “sanitario” del social

Approfondimento a cura di Reputation Manager, partner di Intesa Sanpaolo Forvalue

Facebook ha annunciato che vieterà i post che scoraggiano l’uso dei vaccini. Il provvedimento mira a limitare il crescente numero di gruppi no-vax che spopolano sui social, considerati spesso un pericolo per via della diffusione di fake news in materia sanitaria.

Il social ha lanciato nuove azioni a supporto delle autorità sanitarie. Tra le novità, ha inoltre annunciato che metterà un freno ai post sponsorizzati (a pagamento) che scoraggiano dall’utilizzare i vaccini. Per decidere quali oscurare, Facebook si baserà sulla raccolta di bufale sui vaccini in possesso delle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo, Organizzazione Mondiale della Sanità in primis.

La pandemia Covid-19 ha evidenziato l’importanza di comportamenti sanitari preventivi. Nonostante gli esperti siano d’accordo nell’affermare che il vaccino per il Covid-19 non sarà disponibile e approvato a breve, ci sono alcuni step che le persone possono affrontare per rimanere al sicuro e in saluteha scritto Facebook in una nota ufficiale -. Uno di questi è il vaccino contro l’influenza stagionale. Oggi, quindi, annunciamo nuove azioni che si inseriscono nel nostro sforzo per supportare la diffusione dei vaccini“.

Quali sono le misure annunciate da Facebook per sostenere l’importanza dei vaccini?

  • Il lancio di una nuova campagna di informazione sul vaccino anti influenzale, con nuove funzioni che forniscano ancora più informazioni sui vaccini
  • Oscurare le inserzioni a pagamento che suggeriscono di evitare i vaccini
  • Collaborare con partner in tutto il mondo su campagne specifiche per aumentare il tasso di immunizzazione
Preventive Health Tool, lo strumento per avere informazioni sui vaccini (foto: Facebook)

Per aiutare le persone ad accedere al vaccino contro l’influenza, Facebook darà ampio spazio a notizie e informazioni per raggiungere il luogo più vicino in cui vaccinarsi (negli Stati Uniti), oltre a fornire reminder e aggiornamenti dalle autorità sanitarie.

La sperimentazione partirà subito negli Stati Uniti, ma non si esclude che possa essere ampliata anche ad altri Paesi nelle prossime settimane.

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