La lista della vergogna spinge i brand a lasciare Mosca

La reputazione di un brand spesso è più importante anche dei numeri di bilancio. E non c’è nulla di peggiore per il buon nome di un marchio che finire in una lista nera dal nome quanto mai emblematico: Hall of shame. La lista della vergogna. Una selezione di aziende che si sono rifiutate di lasciare la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, e che il professore di Business dell’università di Yale Jeffrey Sonnenfeld, insieme al collega Steven Tian, ha stilato facendo il verso alla ben più nota hall of fame. Nella lista nera originaria comparivano 24 società che, nelle parole degli autori, “stavano sfidando le ripetute richieste di uscire da Mosca o ridurre le attività”. Ma anche 80 aziende che stavano ridimensionando la loro presenza in Russia, ma senza andarsene del tutto o bloccare gli investimenti nel Paese.

Anonymous attacca la banca centrale Russa

Dall’account YourAnonTv, riconducibile al collettivo, annuncia di aver hackerato la Banca centrale russa e di essere entrato in possesso di 35mila file, tra cui anche contratti segreti. «Saranno pubblicati nelle prossime 48 ore», scrive su Twitter. Ma Mosca nega tutto: «La Banca centrale di Russia non è stata hackerata», sostiene l’agenzia di stato Tass riportando affermazioni dell’ufficio stampa dell’organismo. Per Anonymous si tratta invece di una delle azioni più importanti messe a punto dall’inizio di #OpRussia, la campagna con cui gli hacker hanno deciso di aprire le ostilità con Putin e tutte le istituzioni e le aziende che supportano la guerra, iniziata poche ore dopo l’invasione del 24 febbraio.

Abbonamento Apple?

Secondo il rapporto di Bloomberg, il canone mensile non sarebbe semplicemente il prezzo del dispositivo diviso per 12 o 24 mesi, ma sarebbe un costo mensile ancora indeciso, potenzialmente con la possibilità di aggiornare il telefono immediatamente. E come gli altri abbonamenti di Apple, sarebbe legato all’account ID Apple esistente di un utente, con la possibilità di raggruppare anche i servizi AppleCare o Apple One. È possibile che Apple stia semplicemente cercando di eliminare gli intermediari ed espandere le sue offerte di pagamento rateale ad altri prodotti. Il programma di aggiornamento dell’iPhone consente ai clienti di stipulare un prestito senza interessi con Citizens One, che poi rimborsano nel corso del piano di 24 mesi. Apple consente inoltre ai clienti di Apple Card di pagare i prodotti Apple in rate mensili senza pagare interessi, ma anche questo è limitato a un piccolo sottoinsieme di clienti Apple.

Ci saluta il papà delle GIF

Si chiamava Stephen E. Wilhite, nato il 3 marzo 1948, è deceduto per complicazioni da Covid il 14 marzo, ma la notizia del decesso è circolata in queste ore. Quando il formato Gif (Graphics Interchange Format) nacque a fine anni Ottanta non fu pensato per ‘meme’ e immagini animate, ma con l’obiettivo di offrire un formato che facilitasse il download di immagini a colori in un momento in cui la velocità di Internet era completamente differente da quella attuale.

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