Il Governo australiano ha fatto marcia indietro su un controverso disegno di legge che avrebbe multato le piattaforme online fino al 5% dei loro ricavi globali per la diffusione di informazioni errate.
La proposta, sostenuta dall’esecutivo laburista, mirava a dare all’Australian Communications and Media Authority il potere di creare norme contro la disinformazione digitale. Il ministro delle Comunicazioni, Michelle Rowland, aveva presentato il provvedimento come uno strumento per inaugurare “un livello di trasparenza senza precedenti”, costringendo le big tech a rendere conto dei loro sistemi di prevenzione della disinformazione.
Tuttavia, di fronte all’opposizione parlamentare, il Governo ha riconosciuto l’impossibilità di fare approvare la legge. Decisivo è stato il pressing dell’opposizione, che ha bollato il disegno di legge come un “attacco scioccante alla libertà di parola”.
Scopri altre Notizie in pillole sul digitale!
Top Manager Reputation: sul risiko bancario Carlo Messina ha cambiato completamente il quadro prospettico. Ha…
La visibilità digitale di Roberto Vannacci resta alta, ma il valore reputazionale continua a perdere…
Il generale continua a volare sui social, soprattutto su TikTok, ma la sua reputazione online…
A settembre toma centrale l'energia. Claudio Descalzi (90,96) conquista la vetta di Top Manager Reputation…
La classifica degli sportivi con la migliore reputazione certifica un cambiamento delle gerarchie: tennis, motori e…
Un soldato russo vivo vale più di uno morto. È una delle regole del "sistema…