Notizie in pillole sul digitale

Il settore della cybersecurity è ancora ‘in via di sviluppo’

È finita l’era delle password?

Apple, Google e Microsoft hanno di recente annunciato di voler eliminare la necessità di autenticarsi via password per utilizzare i loro servizi online. I codici alfanumerici dovrebbero dunque essere sostituiti da dispositivi fisici, come smartphone e tablet.

Un attacco informatico contro Mps

A darne notizia è la stessa banca senese, che, per fortuna, non ha subito ‘gravi conseguenze’. Nel mirino degli hacker, gli indirizzi email dei clienti dell’istituto di credito, che ha tempestivamente informato i clienti come previsto dal GDPR.

Il settore della cybersecurity è ancora ‘in via di sviluppo’

Il “terrorismo informativo” rappresenta uno dei più grandi rischi per l’economia globale. Si stima che le violazioni informatiche abbiano un costo (a livello globale) che si aggira intorno ai 6.000 miliardi di dollari ogni anno, che potrebbero superare i 10.500 entro il 2025. Secondo uno studio condotto l’anno scorso da Ibm, il costo medio per una violazione dei dati è aumentato di quasi il 10% in un anno. In Italia, si sono spesi circa 3,6 milioni di dollari nel 2021, contro i 3,2 del 2020 (+13%). Alla “Strategia Nazionale di cybersicurezza 2022­2026” il Governo assegnerà fino all’1,2% degli investimenti fissi lordi annuali (4/5 miliardi all’anno) per la cybersecurity, fondi aggiuntivi rispetto ai 623 milioni dedicati alla cybersecurity nel periodo 2021-20­26 da fondi Pnrr.

Problema di cybersecurity anche nella Pubblica amministrazione

Il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, ha dichiarato che il 95% dei server della Pubblica amministrazione è vulnerabile a potenziali attacchi informatici. Il problema è trovare le giuste competenze.

A Genova un centro per il supercalcolo dei dati

Si chiama Davinci-1 il supercomputer (una serie di computer che lavorano sugli stessi dati) della rete Leonardo Labs. Un ‘cervellone’ adatto al calcolo puro a fini scientifici in diversi ambiti, come l’astronomia, la fisica o la chimica.

La pirateria informatica in Italia

La pirateria ha generato un danno da 1,7 miliardi al ‘sistema Paese’. Da un’indagine Fapav-Ipsos emerge che, nel 2021, il 40% degli italiani ha piratato contenuti online. Una pratica a cui corrisponde una mancata entrata fiscale da 319 milioni di euro (Iva e imposte sul reddito).

TikTok e dubbi sul trattamento dei dati personali

In America, il social è ormai largamente utilizzato, come d’altronde anche nel nostro paese, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. I dubbi sulle garanzie sui dati però permangono. Infatti, lo scorso venerdì, BuzzFeed News ha pubblicato un’inchiesta sull’accesso dei dati sensibili degli utenti americani da parte di ByteDance in Cina. Ciò è in conflitto con quanto da tempo sostenuto dall’azienda, ovvero che le informazioni sugli utenti americani fossero conservate su server collocati in territorio statunitense.

La moda punta sul metaverso

Diversi brand stanno investendo nel metaverso e stanno spingendo i propri clienti verso un settore che, nel 2030, si stima varrà il 12% del mercato del lusso. Secondo McKinsey & company, inoltre, la moda – che ha investito tra l’1,6 e l’1,8% nella tecnologia in generale nel corso del 2021 – arriverà a investire fino al 3/3,5% nel 2030.

Primark entra nel’e-commerce

Il prossimo autunno partirà una sperimentazione che coinvolgerà 25 negozi britannici. Verranno offerti prodotti esclusivi online, ma l’obiettivo del brand è portare i clienti nei propri negozi. La società irlandese di abbigliamento punta infatti a espandere il suo network di retail, da 403 a 530 negozi entro la fine del 2026. L’articolo su Italia Oggi.

L’usato di moda cresce online e approda del mondo del metaverso

Secondo Barclays, il mercato dovrebbe raggiungere i 77 miliardi di dollari nel 2025, crescendo di 11 volte in più rispetto alle vendite di prodotti nuovi. Non è quindi una sorpresa che questo mercato possa esistere in un mondo ibrido, tra realtà e metaverso. Esistono infatti piattaforme 3D che facilitano lo scambio di prodotti facendo affidamento sugli NFT per fungere da prova dell’autenticità dell’acquisto e che permettono di partecipare, attraverso il proprio avatar, a vere e proprie aste virtuali.

Paolo Marinoni

Communication Specialist di Reputation Manager S.p.A. Società Benefit.

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