L’intelligenza artificiale assorbe circa 6 miliardi di watt di energia ogni giorno, ossia 2,3 terawatt/ora all’anno. Gli impatti ambientali e i costi che derivano dal training e dall’utilizzo dei sistemi di AI sono dunque particolarmente significativi, soprattutto se letti in contrapposizione agli obiettivi di sostenibilità ambientale che le stesse big tech si pongono ormai da anni.
Si prevede, in particolare, che l’AI generativa potrà usare fino al 10% dell’energia a livello globale entro il 2026, per cui i colossi dell’AI – come OpenAI e Microsoft – stanno cercando soluzioni per diminuire i consumi e, parallelamente, aumentare la produzione di energia. Per farlo, le stesse società stanno investendo sempre più anche nella ricerca sulla fusione nucleare, una tecnologia che permetterebbe di abbattere notevolmente i costi.
D’altra parte, inoltre, l’AI stessa viene utilizzata da anni per efficientare i processi nell’ottica della sostenibilità e diminuire il consumo energetico in diversi settori. Ci riuscirà anche in questo caso?
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