La Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) ha inflitto a Meta, la società madre di Facebook, una multa record di 1,2 miliardi di euro per aver violato il GDPR europeo. La DPC ha inoltre ordinato a Meta di sospendere il trasferimento dei dati degli utenti dall’UE agli Stati Uniti entro cinque mesi.
A Meta è stato inoltre ordinato di interrompere “l’elaborazione illegale” dei dati personali dell’UE negli Stati Uniti entro sei mesi. Ciò significa che i dati degli utenti dovranno essere rimossi dai server di Facebook.
Meta ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione e chiederà una sospensione dell’ordine di trasferimento dei dati.
La DPC sostiene che Meta abbia violato il GDPR trasferendo i dati degli utenti dell’UE negli Stati Uniti senza adeguate garanzie. E ciò nonostante vi sia una sentenza della Corte di giustizia europea del 2020 che richiede una solida protezione di tali informazioni. La società di Mark Zuckerberg, con sede nell’UE in Irlanda, sostiene però di essere stata presa di mira nonostante migliaia di altre aziende utilizzino gli stessi processi di trasferimento dei dati.
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