A seguito di un attacco hacker subìto a dicembre, l’unità sanitaria locale di Padova (Ulls 6 Euganea) ha deciso di investire nella cybersecurity, bandendo un avviso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo determinato di due lavoratori under 32 con contratto di formazione lavoro. L’obiettivo è dunque quello di sviluppare un’area di competenza specifica nel campo della sicurezza informatica, un settore molto importante, soprattutto in ambito sanitario.
Il Governo sudcoreano – alla guida di uno dei Paesi più tecnologicamente avanzati al mondo – vede il metaverso come un vero e proprio continente digitale e, in linea con Samsung e Sky Telecom, sta promuovendo una politica industriale del metaverso, riorganizzando preventivamente anche l’assetto giuridico del Paese. Questo in vista anche delle opportunità occupazionali che la nuova tecnologia promette. La Corea del Sud ha iniziato a sviluppare le tecnologie per il metaverso sei anni fa e, già durante la pandemia, la società telefonica del Paese ha lanciato Ifland, un metaverso privato reso possibile anche grazie alla consolidata presenza del 5G sul territorio. E ora che la sfida diventa ancora più complessa, il Governo guarda già al 6G, ancora in stato embrionale.
Il 59% delle materie prime utilizzate dal marchio proviene da fonti vegetali rinnovabili, per l’80% biodegradabili, e l’obiettivo per il 2030 è rendere il 95% degli ingredienti biobased. Recentemente, nel corso della fiera tecnologica parigina Vivatech, l’azienda ha presentato anche il suo Retail Lab, dedicato a materiali green per packaging e display nei punti vendita.
Il Dipartimento delle Finanze ha posto in consultazione fino al 20 luglio lo schema di decreto legislativo che recepisce in Italia la direttiva europea 2021/514 – modificativa della direttiva 2011/16 (Dac1) – sullo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni finanziarie di Stati Ue. Lo schema prevede dunque che le piattaforme di ecommerce inviino all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle vendite. Lo scambio non riguarderà tutto il commercio elettronico e gli ambiti oggettivi e soggettivi di applicazione sono ancora al vaglio del legislatore. Inoltre, la pratica potrà avvenire anche con amministrazioni di Stati non appartenenti all’Ue, ma solo in presenza di un accordo ad hoc.
È quanto emerge da uno studio dell’autorità delle comunicazioni francese. Cinque colossi tecnologici americani sono stati responsabili del 51% del flusso di dati. In prima posizione Netflix, che da sola vale circa il 20% dei dati scambiati. A seguire, Google (YouTube), Akamai (cdn di Disney+), Facebook e Amazon (Prime). Lo studio è francese, ma, con tutta probabilità, è valido anche per molte altre realtà europee. Ora la domanda sorge spontanea tra gli operatori della comunicazione: i colossi digitali dovrebbero contribuire agli investimenti per sviluppare la rete di cui si avvantaggiano?
Entro il 2030, Tim ridurrà del 75% le emissioni derivanti dalla sua attività produttiva e dall’acquisto di energia elettrica, grazie all’impegno di acquistare energia 100% rinnovabile entro il 2025. Nel 2030, inoltre, il gruppo vedrà ridotte del 47% le emissioni relative all’acquisto di beni e servizi, all’acquisto di beni strumentali e all’utilizzo dei prodotti venduti ai clienti. A certificarlo è la Science based targets initiative.
Grazie alla nuova adozione, viene estesa di dieci anni l’abolizione del roaming a pagamento. Il programma “Roam-like-at-home” permette ai cittadini di viaggiare in Europa navigando alla stessa velocità di connessione (quando possibile) senza costi aggiuntivi o spese nascoste.
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