Notizie in pillole sul digitale

Wikipedia: il lato oscuro di una fondazione ‘no-profit’

Esselunga e Ipercoop i supermercati preferiti dagli italiani

Secondo un’indagine di Altroconsumo, sono Esselunga e Ipercoop le catene preferite dai consumatori italiani e, a seguire, si posizionano NaturaSì e Coop. Tra i discount, invece, spiccano Eurospin e Aldi.

Investimenti da 300 milioni per i gruppi energetici

Nel 2022, le utility italiane hanno investito 297 milioni di euro in tecnologie come gli smart meters, l’informatizzazione dei processi aziendali, il telecontrollo e lo sviluppo di hardware e software per la gestione delle reti. È quanto emerge dal paper “La digitalizzazione delle utilities”, elaborato da Fondazione Utilitatis in collaborazione con Agici.

Tim, nuovo strappo di Vivendi

Ieri è giunta la notizia ufficiale delle dimissioni dal cda di Tim del ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che faceva parte del board dal 2015. Nel board, che a novembre aveva visto anche l’uscita di Frank Cadoret, non rimane oggi alcun rappresentante di Vivendi, il primo azionista di Tim al 23,75%.

Microsoft vuole un piano Marshall per la Russia?

In una recente intervista, il presidente di Microsoft, Bradford Lee Smith, lancia l’idea di un programma di aiuti per Mosca, oltre che per l’Ucraina. Una dichiarazione che potrebbe svelare una strategia degli Usa o che potrebbe semplicemente puntare all’ottenimento di nuovo lavoro in Russia, dove il colosso non avrebbe mai interrotto i servizi cloud.

Gli influencer alla prova del lavoro

“Social Suite” debutterà il 23 gennaio su Amazon Prime Video. Si tratta di un programma al quale parteciperanno sei giovani influencer. I protagonisti dello show – prodotto dall’imprenditrice della cultura Gabriella Carlucci – si dovranno cimentare in diverse professioni ‘tradizionali’ e i giudici ne valuteranno l’operato.

Twitter e la pubblicità gratuita

Secondo indiscrezioni di stampa, il social media starebbe offrendo pubblicità gratis ai suoi inserzionisti passati. In particolare, Twitter raddoppierebbe a spese proprie l’investimento degli inserzionisti, fino a un massimo di 250mila dollari. Si tratterebbe di una strategia per riconquistare inserzionisti che hanno lasciato la piattaforma a seguito del cambio di proprietà del social.

Wikipedia: il lato oscuro di una fondazione ‘no-profit’

La Wikimedia Foundation, fondazione che gestisce Wikipedia, ricava denaro principalmente dalle donazioni degli utenti, preoccupati per la sopravvivenza della piattaforma. L’ente no-profit ha però creato anche un ramo profit, la Wikimedia LLC, con sede nel “paradiso fiscale” e societario del Delaware. La società di capitali si occupa nello specifico di vendere i dati creati gratuitamente dai membri della sua community a grandi società, come Google. A raccontare le dinamiche che si nascondono dietro l’enciclopedia libera è Report.

Paolo Marinoni

Communication Specialist di Reputation Manager S.p.A. Società Benefit.

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