La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza significativa riguardante l’utilizzo dei dati personali da parte dei social network. Al centro della controversia, Meta e l’attivista Maximilian Schrems, che ha contestato l’uso dei suoi dati personali relativi all’orientamento sessuale.
La sentenza stabilisce che i social network non possono utilizzare indiscriminatamente i dati degli utenti per la pubblicità personalizzata. Meta raccoglie informazioni sia dall’attività sulla piattaforma che da fonti esterne, attraverso cookie e plugin, ma, secondo la Corte, questi dati non possono essere aggregati e analizzati senza limiti temporali o distinzioni sulla loro natura.
Un punto cruciale della sentenza riguarda la divulgazione pubblica di informazioni personali: il fatto che un utente abbia reso pubblico un aspetto della propria vita (come l’orientamento sessuale) non autorizza automaticamente il social network a trattare altri dati correlati per fini pubblicitari. La Corte sottolinea che tale trattamento deve rispettare le disposizioni del GDPR, garantendo così una maggiore tutela della privacy degli utenti europei.
Scopri altre Notizie in pillole sul digitale!
Un soldato russo vivo vale più di uno morto. È una delle regole del "sistema…
L’Osservatorio Politico di Reputation Manager rileva oltre 152 mila contenuti online negli ultimi due mesi…
C'è un filo conduttore che lega le recenti maxi-acquisizioni nel panorama tech globale e il…
Il nostro CEO Andrea Barchiesi ha parlato con Mariangela Pira nel consueto appuntamento bimestrale a…
Pier Silvio Berlusconi, Andre Orcel e Carlo Messina sul podio dell'edizione di luglio 2026 del…
La ricerca dell’Osservatorio Politico di Reputation Manager fotografa il dibattito digitale tra il 25 giugno…